Una recente indagine condotta da Airbnb in collaborazione con YouGov mette sotto i riflettori il boom del turismo lento in Italia. Sostenibile, autentico, esperienziale: vivere il viaggio con ritmi più cadenzati e con un impatto positivo sul territorio sta diventando una pratica sempre di più diffusa tra i viaggiatori italiani. Il turismo Open Air, per sua stessa natura, ha numerosi punti in comune con questo modo di viaggiare, e proprio per questo, lo slow tourism rappresenta un’opportunità enorme per il comparto outdoor.
Il trend dei viaggi lenti ha avuto inizio nel periodo post-pandemico, e sta lentamente sostituendo i classici viaggi lampo, che caratterizzavano la modalità italiana di viaggiare. A dirlo è l’indagine che Airbnb e YouGov hanno condotto in collaborazione, e che stima a 11,8 milioni gli italiani che prediligono il turismo lento a quello classico. Per loro, la vacanza è relax, contatto con il territorio, sostenibilità e fuga dalla quotidianità, ma anche un’occasione per riconnettersi con la famiglia e per fare esperienze da ricordare.
Il sondaggio di Airbnb e YouGov
Il sondaggio di Airbnb e YouGov restituisce numeri impressionanti, forieri di un trend positivo che sta prendendo sempre più piede tra i viaggiatori italiani. Secondo la ricerca, il 79% degli italiani in viaggio opta per soluzioni di viaggio slow per entrare in contatto in maniera più autentica con le culture locali, mentre il 76% delle famiglie vede lo slow tourism come un modo per ridurre lo stress. Questo trend sembra confermarsi per il prossimo ponte di Pasqua, che offre ben 13 giorni di pausa, e che gli italiani stanno pianificando da tempo.
A questo riguardo, Airbnb sottolinea che il 58% dei viaggiatori ha prenotato soggiorni che superano le 7 notti in zone rurali, ben lontane dalle aree urbane e dal turismo di massa. Questa scelta è sintomo di un’inversione di rotta da parte dei viaggiatori, che alle mete più classiche e affollate, preferiscono destinazioni più tranquille e autentiche. Infatti, il 49% degli italiani non trova soddisfazione nel visitare molti luoghi in poco tempo. In particolare, i maggiori sostenitori dello slow tourism sono i Millennial, che nel 52% dei casi preferiscono evitare la frenesia del turismo standard.
Le mete del turismo lento in Italia

Quali sono però, secondo questo sondaggio, le mete dello slow tourism italiane preferite dai viaggiatori? Sul podio si trovano Toscana, Sicilia e Sardegna che, non a caso, sono anche le regioni che su Airbnb contano il numero maggiore di alloggi rurali. Dalle soluzioni nei vigneti a quelle che affacciano direttamente sul mare, queste tre regioni mettono a disposizione dei viaggiatori non solo location sensazionali, ma anche esperienze immersive nella cultura locale e nelle tradizioni.
Sentieri, borghi e ciclovie sono quello che i viaggiatori ricercano maggiormente. Infatti, il 77% degli intervistati considera il turismo lento un modo per vivere i luoghi più da vicino e in modo più intenso e vero, concedendosi il lusso di rallentare i ritmi di vita, almeno in vacanza. Infine, non c’è da sottovalutare l’aspetto della sostenibilità, che viaggia di pari passo con lo slow tourism. Anche l’attenzione all’impatto ambientale, infatti, sta gradualmente crescendo nella coscienza dei viaggiatori italiani, che sempre più spesso scelgono le mete per le proprie vacanze anche in base a parametri di sostenibilità.
Le opportunità per l’Open Air
Per tutti i motivi descritti finora, il turismo slow rappresenta un’enorme opportunità per l’Open Air italiano. Infatti, le strutture all’aria aperta sono in grado di garantire ai propri ospiti non solo spazi più ampi e comodi per il proprio soggiorno, ma anche una gamma molto vasta di servizi ed esperienze da vivere a contatto sia con la natura che con la cultura locale. Cavalcare l’onda del trend del turismo lento, diventa quindi un’esigenza spontanea del turismo Open Air, che per sua stessa natura condivide ed esalta i pilastri che lo sorreggono.
Sostenibilità, inclusività, esperienza e accessibilità sono le caratteristiche principali del comparto Open Air, e lo rendono la scelta più ovvia per chi sposa la filosofia del viaggio lento. Stando ai dati del sondaggio infatti, grandi fruitori di questa tipologia di viaggio, sono le famiglie. Per il 77% delle famiglie italiane una vacanza slow è un’opportunità per trascorrere tempo di qualità con amici e parenti, e anche per staccare dai ritmi frenetici della vita quotidiana. Non a caso, il turismo slow e il turismo Open Air, presentano dati di permanenza nettamente superiori alle destinazioni urbane e alle classiche mete mordi e fuggi, proprio a dimostrazione del fatto che un viaggio, per essere apprezzato, goduto e vissuto appieno, richiede tempo.
A questo riguardo, il sondaggio di Airbnb e YouGov fa notare che la permanenza media sta aumentando, arrivando attualmente a circa 5 giorni, proprio grazie al turismo slow. L’era del turismo lampo sembra davvero volgere al termine, in favore di un’esperienza di viaggio più qualitativa che quantitativa.